La calvizie, o alopecia androgenetica, interessa e inquieta tantissimi individui a livello globale, arrivando a riguardare approssimativamente il 50% degli uomini con un’età superiore ai cinquant’anni, e molte donne, seppur meno frequentemente. Poiché riesce ad unire l’interesse scientifico e una grande potenzialità commerciale, è da anni al centro di molti studi. Oggi si stanno scoprendo nuove strategie per migliorare le cure esistenti o per proporne di nuove.

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Le cause più comuni

La calvizie è connessa alla produzione di ormoni androgeni e al loro effetto sui follicoli, che sono le strutture che creano le cellule che danno vita, tutte insieme, ai peli e ai capelli. Generalmente, la testa di un individuo è coperta da migliaia di follicoli, ognuno dei quali si appoggia ad una papilla dermica, fondamentale per lo sviluppo del capello.

Tale meccanismo è legato alla creazione di ormoni che, venendo meno o riducendosi drasticamente, causano una miniaturizzazione dei bulbi piliferi e la loro entrata in uno stato definito “dormiente”. Anche una frizione protratta nel tempo, lo stress, la genetica e molti altri fattori possono influire sulla vitalità della chioma.

Finora non sappiamo come riportare in vita un follicolo inattivo, per questo l’intervento più sicuro e comune è il trapianto di capelli dello stesso donatore, che sposta capelli “attivi” in una zona dormiente della testa, spesso con ottimi risultati.

Le ultime scoperte per la cura della calvizie

Anche se non è inconsueto leggere la notizia di rivoluzionari metodi per garantire la ricrescita di capelli, le tecniche approvate dalla scienza e con risultati dimostrabili sono ancora poche.
Il trapianto di capelli, per esempio, è una di queste. Negli ultimi mesi, alcuni scienziati hanno presentato i primi risultati di alcune ricerche promettenti, che si basano sulle cellule staminali e sulle stampe 3D.

Le cellule staminali

Come illustrato da The Atlantic, le nuove frontiere della lotta alla calvizie si sono concentrate sulle cellule staminali della cute o del sangue, con l’obiettivo di creare delle colture di capelli in grado di dar vita a follicoli attivi.

Sono stati realizzati dei particolari follicoli in un materiale biodegradabile, ma resistente, ed in grado di contenere la cellula a lungo e di orientare la crescita del pelo in una direzione precisa.

Grazie a questa misura gli scienziati sono riusciti a risolvere alcuni dei problemi più comuni nei tentativi precedenti. Tra questi, la progressiva espansione staminale, che impediva la crescita del pelo dopo un primo momento e la mancanza di una orientazione univoca per i peli così generati.

Si tratta di un processo innovativo, ma non ancora disponibile sul mercato, e che dovrà passare ancora molti test prima di poterlo essere.

La stampa 3D

Un gruppo di scienziati della Columbia University, invece, è riuscito a realizzare una struttura in grado di accogliere un follicolo, grazie alla tecnologia della stampa in tre dimensioni.

Gli studiosi hanno creato degli stampi capaci di contenere cellule di follicoli umani, insieme ad alcuni stimolanti della crescita, ottenendo risultati insperati.

La struttura permette anche di orientare la crescita del pelo, comportandosi come un “tutor”. Probabilmente, in futuro potremo trapiantare tali strutture nelle zone affette da alopecia androgenetica.

Per quanto riguarda il presente, nel metodo piú comune, ovvero l’autotrapianto di capelli FUE i follicoli ad essere trapiantati sono quelli del paziente stesso che vengono spostati da una parte all’altra della testa.

Si tratta di una cura innovativa, che sfrutta una delle tecnologie più popolari degli ultimi anni e che sembra davvero promettente.

Ultime scoperte per la cura della calvizie: le notizie false più famose dell’anno 2019

Ovviamente, online non si trovano solo notizie riguardo le ultime novità di università prestigiose, ma anche molte informazioni false. Tra le più comuni nel 2019 ci sono sicuramente le patatine fritte e la mela annurca IGP Campana.

Le patatine fritte: miracolo o bufala?

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Per esempio, alcuni mesi fa una prestigiosa università giapponese, la Yokohama University, è diventata famosa in tutto il mondo per una teoria che vedrebbe le patatine fritte come la panacea di tutti i mali follicolari, ma la realtà è ben diversa.

Leggendo bene tale ricerca, si scopre che una sostanza contenuta nell’olio utilizzato per friggere potrebbe avere un effetto nella riduzione del numero di follicoli piliferi attivi, aiutando a prevenire (ma non a combattere) la calvizie. Sembrerebbe anche utile per supportare l’impianto di follicoli post trapianto.

Tale sostanza, nota con il nome di dimetilpolisilossano, non è presente in quantità rilevanti nei cibi fritti, nemmeno nelle patate.

La mela Annurca: quali sono i suoi reali effetti?

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La mela Annurca, un prodotto tipico della regione Campania e dotato di certificazione IGP, sembra avere un effetto molto simile a quello del dimetilpolisilossano, pur agendo in modo differente.

Secondo quanto scoperto dal Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, aiuterebbe a prevenire (quindi non a curare) la calvizie grazie ad una grande concentrazione di polifenoli, soprattutto di procianidine, oltre ad aiutare a tenere sotto controllo il colesterolo “cattivo”.

Insomma, si tratta di un frutto utile ad aiutare coloro che possono essere portati alla caduta dei capelli, per ragioni genetiche o perché sottoposti a chemioterapia, ma non ripristina i follicoli in stato dormiente.

Conclusioni: le ultimissime cure per la calvizie dal mondo

Anche se su internet è possibile comprare molti prodotti naturali che promettono di mettere fine alla calvizie, al momento si tratta di bufale o di interpretazioni errate di notizie scientifiche.

Anche se si stanno sviluppando nuove tecniche, basate sulle cellule staminali e sulla stampa in 3D, al momento la sola cura effettiva contro la calvizie è il trapianto di capelli, soprattutto il trapianto con il metodo DHI e FUE.

Rimedi come la mela Annurca e il dimetilpolisilossano sono utili solo in fase di prevenzione, ma non vi aiuteranno ad ottenere di nuovo una chioma vigorosa, forte e piena.