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Trapianto Capelli Turchia

Conoscere le caratteristiche dei capelli e il ruolo del chirurgo

E se il trapianto di capelli non funziona? Sono molte le persone affette da calvizie che si pongono questa domanda riflettendo sull’opportunità di sottoporsi a un intervento chirurgico per risolvere il loro problema. I fattori che contribuiscono alla riuscita di un trapianto sono molti ma vanno rapportati in maniera realistica alla propria condizione clinica e alle proprie esigenze. Vediamo in ogni caso cosa può fare la differenza

Conoscere le caratteristiche dei capelli e il ruolo del chirurgo

Un trapianto di capelli non dà i risultati sperati perché spesso, prima dell’operazione, non si è valutata adeguatamente la situazione del paziente. Vanno analizzati lo spessore, la densità, il colore dei capelli e anche il tipo di cute. E’ fondamentale che il chirurgo a cui il paziente si rivolge chiarisca bene che tecnica ha in mente di usare, di quali strumenti si servirà e come si svolgerà l’intervento. Un bravo specialista non deve esimersi dal valutare scrupolosamente ogni variabile e fornire un quadro realistico dei risultati post-intervento.

E’ di grande importanza ad esempio far capire al paziente che il trapianto di capelli prende in considerazione il numero di unità follicolari innestabili e non i singoli capelli e che perciò l’operazione chirurgica non è la strada indicata per qualsiasi caso di calvizie: una bassa densità anche nelle possibili aree donatrici non garantirebbe l’effetto estetico sperato. Allo stesso modo, intervenire su una persona i cui capelli sono troppo sottili (per intendersi con un diametro medio inferiore ai 60 µm) e poco resistenti, rischia di vanificare in breve tempo anche un trapianto regolarmente riuscito

La cura dei capelli prima e dopo il trapianto

Bisogna sempre tenere a mente che il trapianto di capelli non è una terapia anti-calvizie: la caduta dei capelli, poiché è un fenomeno progressivo, andrebbe trattata con cure specifiche prima e dopo un intervento chirurgico. Spesso i pazienti si rivolgono agli specialisti per ottenere informazioni sul trapianto senza sapere che magari si tratta di una soluzione prematura, dato che il loro problema di alopecia non si è ancora stabilizzato. In tali casi un’operazione può addirittura peggiorare la situazione e offrire a livello estetico risultati scadenti.

Non vanno sottovalutati inoltre i pericoli legati a infiammazioni post-operatorie e stress post-traumatici del capello, che possono portare a una nuova accelerazione del processo di caduta e inficiare l’esito del trapianto.

Le aspettative a livello estetico

Un trapianto di capelli non funziona prima di tutto se le aspettative estetiche del paziente sono sproporzionate rispetto ai risultati oggettivi. Bisogna analizzare bene questo aspetto in fase di preparazione all’intervento: la chiave di un buon effetto a livello estetico è data da una corretta analisi della qualità del capello, delle sue caratteristiche fisiche e della densità ottenibile attraverso gli innesti nelle aree calve del cuoio capelluto. Un’indagine approfondita va condotta sul calibro del fusto del capello, sulla velocità di diradamento e di assottigliamento, sull’elasticità della cute e sulle condizioni fisiologiche dell’area in cui si dovrà intervenire. Meglio paziente e chirurgo avranno esaminato questi fattori, migliore sarà la riuscita del trapianto, anche per casi di alopecia particolarmente problematici.

Ricapitolando, è lecito, anzi è essenziale chiedersi se un trapianto di capelli sia la soluzione migliore per la propria calvizie. Un’attenta valutazione – fatta insieme a professionisti esperti – della propria condizione e delle proprie aspettative è il primo passo per ottenere risultati soddisfacenti.