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come appare il corona virus

Coronavirus: la Turchia invia aiuti a Italia e Spagna


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La pandemia di COVID-19 in Italia ha avuto inizio il 30 gennaio 2020, quando due turisti cinesi sono risultati positivi al virus SARS-CoV-2 a Roma. Un altro focolaio di infezioni da COVID-19 è stato rilevato in seguito, il 21 febbraio 2020, in Lombardia, a Codogno, e da lì ha avuto inizio la diffusione della pandemia in Italia, che vede appunto la Lombardia come epicentro dell’infezione. Sono molti i paesi che hanno dimostrato solidarietà all’Italia in questo momento di crisi. Tra questi anche la Turchia, che ha inviato degli aiuti sia in Italia sia in Spagna.

Che cos’è il Coronavirus (COVID-19) e quali sono le sue origini?

Già nel 2015, un gruppo di ricercatori dell’Università del North Carolina aveva identificato nei pipistrelli un nuovo coronavirus simile alla SARS, in grado di compiere il salto di specie verso gli esseri umani senza dover subire alcuna mutazione.

La famiglia dei coronavirus comprende soprattutto virus che colpiscono i polmoni e le vie respiratorie: in alcuni casi i sintomi sono molto lievi – simili a un raffreddore – in altri sono ben più gravi. I coronavirus sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona, se visti al microscopio elettronico. È il caso del coronavirus responsabile della SARS (Severe Acute Respiratory Sindrome), che fece la sua comparsa nel novembre del 2002 nella provincia cinese di Guangdong. L’epidemia coinvolse più di 8000 persone, soprattutto nei Paesi dell’est asiatico e, anche allora, la preoccupazione primaria era quella che non si possedeva un vaccino. L’epidemia giunse al suo termine nel 2004 (il 18 maggio l’OMS comunicò che “sembra si sia interrotta la catena di trasmissione tra gli esseri umani nella diffusione del virus”).

Che vuol dire COVID-19?

Il virus che causa l’attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato “Sindrome Respiratoria Acuta Grave-CoronaVirus-2” (SARS-CoV-2). Lo ha comunicato l’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) che si occupa della designazione e della denominazione dei virus (ovvero specie, genere, famiglia, ecc.). A indicare il nome un gruppo di esperti incaricati di studiare il nuovo ceppo di coronavirus. Secondo questo pool di scienziati il nuovo coronavirus è fratello di quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs), da qui il nome scelto di SARS-CoV-2.

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato l’11 febbraio 2020 il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus.

il coronavirus attacca i polmoni

Quali sono i sintomi di una persona con COVID-19?

I sintomi più comuni di Covid-19 sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Recentemente, l’anosmia/iposmia (perdita /diminuzione dell’olfatto), e in alcuni casi l’ageusia (perdita del gusto) sono state segnalate come sintomi legati all’infezione da Covid-19. I dati provenienti dalla Corea del Sud, dalla Cina e dall’Italia mostrano che in alcuni casi i pazienti con infezione confermata da SARS-CoV-2 hanno sviluppato anosmia/iposmia in assenza di altri sintomi.

Quali sono le persone più a rischio di presentare forme gravi di malattia?

Le persone anziane e quelle con patologie pre-esistenti, come ipertensione arteriosa, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.

Come si trasmette il nuovo Coronavirus da persona a persona?

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le  goccioline del respiro delle persone infette per esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, per esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Covid-19: come il mondo ha aiutato l’Italia

Molti sono i paesi che hanno mostrato solidarietà all’Italia in questo momento difficile, anche se nel nostro Paese, in questo momento, è difficile distinguere tra donazioni e merce acquistata. Come riporta il corriere della sera  Due ospedali da campo da 5.200 metri quadri donati dal Qatar, per mille posti letto totali. Cinque milioni di dollari dal Kuwait; 30 medici dalla Norvegia, 11 e 7 infermieri dalla Romania, 10 tonnellate di dispositivi dagli Emirati Arabi (…) Nel nostro Paese circolano 93 milioni di dispositivi medici giunti da altri Paesi: guanti, respiratori, calzari e soprattutto le preziose mascherine (…) Il colosso cinese dell’e-commerce Alibaba il 5 aprile ha fatto arrivare a Fiumicino 4 container di dispositivi medici; materiale sanitario è stato inviato anche dalle case farmaceutiche Bayer e Pfizer, e alcuni privati americani hanno raccolto un fondo di 17 milioni per l’Italia (…) 40 tonnellate di mascherine cinesi comprate dalla Regione Sicilia. Finora sono arrivati in Italia circa 88 milioni di dispositivi medici in tutto, e la loro distribuzione è monitorata da un sito allestito dalla presidenza del Consiglio.”

Gli aiuti dalla Turchia: materiale sanitario e cellule staminali

Il 31.03.2020 Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito al telefono il ministro turco Mevlut Cavusoglu. “L’Italia per noi è veramente importante, amico mio. Per qualsiasi aiuto noi ci siamo”, queste le parole di solidarietà di Cavusoglu a Di Maio. La Turchia ha deciso di inviare aiuti a Italia e Spagna, i due Paesi europei più duramente colpiti dall’epidemia di coronavirus. Decollato da una base aerea vicino Ankara, un velivolo militare con forniture mediche: a bordo mascherine, tute, occhiali e disinfettanti. L’attrezzatura è stata prodotta da fabbriche di proprietà dell’esercito e da laboratori di cucito. Aerei militari turchi con a bordo forniture mediche sono partiti da Ankara diretti in Italia e in Spagna.Si tratta di maschere per la protezione del volto e degli occhi, fluidi antibatterici, prodotti da aziende turche.“Dietro ai momenti privi di speranza ci sono tante speranze, dietro al buio ci sono tanti soli”, è scritto sugli scatoloni in una frase tratta dagli scritti del mistico Mevlana Jalaluddin Rumi e tradotta in italiano e spagnolo.

L’invio delle cellule staminali dalla Turchia per un bambino in attesa di trapianto al Bambin Gesù

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto un volo del 31°stormo dell’Aeronautica militare per trasportare con urgenza le cellule staminali emopoietiche (CSE) di un donatore turco a Roma destinate a un bambino in attesa di trapianto al Bambino Gesù. A bordo del volo, atterrato la sera del 31 marzo all’aeroporto di Ciampino, era presente un operatore dell’unità di manipolazione cellulare del Bambino Gesù, che ha preso in custodia le cellule, necessarie per effettuare il trapianto in Italia.

È la prima volta che per simili emergenze si ricorre al velivolo dell’Aeronautica Militare fuori dai confini nazionali. Intervento dovuto alle restrizioni del traffico commerciale legate all’emergenza Coronavirus. ll Centro Nazionale Trapianti, il Registro Italiano IBMDR, l’Ambasciata Italiana in Turchia, l’Ambasciata Turca in Italia oltre all’ospedale Bambino Gesù sono stati i protagonisti di tutto questo, un lavoro di squadra e di rete.

Il paziente bambino

Le cellule staminali emopoietiche erano destinate ad un bimbo di 2 anni affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica primaria (HLH) e ricoverato in attesa di trapianto all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, presso il Dipartimento di onco-ematologia e terapia cellulare e genica. Nel Registro nazionale italiano IBMDR, pur contando oltre 450.000 donatori, non è stato possibile individuarne uno sufficientemente compatibile e proprio per questo, la ricerca è stata estesa a livello mondiale: il donatore individuato nel Registro turco, che si ringrazia per la collaborazione, è un vero e proprio gemello, identico dal punto di vista genetico.

a causa del corona virus non si può viaggiare

Come reagisce Elithairtransplant alla crisi dovuta al Coronavirus?

Come noto, la Turchia ha chiuso da molto le frontiere con l’Europa quindi in questo momento la nostra clinica in Turchia non può offrire i suoi servizi di trapianto di capelli come di consueto. Generalmente, il Dott.Balwi organizza, ogni anno, un evento a Milano per rispondere alle domande dei pazienti italiani, cosa che ovviamente quest’anno non è stata possibile.

Sono molti i pazienti che hanno contattato i nostri consulenti per spostare il proprio intervento di trapianto di capelli a ottobre; quando si spera che le operazioni potranno riprendere normalmente. I nostri consulenti sono sempre a Sua disposizione per ogni domanda o perplessità; possono essere contattati per e-mail a [email protected] o per telefono al +39 06 94804461.

Elithairtransplant ha pensato a qualcosa di speciale per Lei

Il Dott.Balwi e tutto il team di Elithairtransplant sono molto legati all’Italia e hanno molto a cuore la situazione di disagio e sofferenza che tantissimi italiani stanno vivendo attualmente. Anche se non sarà ancora possibile recarsi in Turchia per un trapianto di capelli, Elithairtransplant ha deciso di aggiornare il nostro shop con tantissimi nuovi prodotti: oltre allo shampoo e la lozione del Dott. Balwi, adesso potrà trovare integratori a base di biotina, deoroll e siero per mesoterapia da svolgere comodamente da casa.

Sperando di poter accogliere al più presto i nostri pazienti dall’italia, ci associamo anche noi, con il cuore pieno di speranza alla frase: “Andrà tutto bene!”

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