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Primo piano degli occhi truccati di una giovane donna con problemi di calvizie

Errori durante il trapianto di capelli

I rischi di un intervento chirurgico non sono mai pari a zero, per quanto in molti campi l’evoluzione tecnica degli ultimi anni li abbia esponenzialmente ridotti. La chirurgia tricologica non fa eccezione e può capitare che la riuscita di un’operazione per svariati motivi non sia completa o soddisfacente. Per un paziente quindi è importante conoscere quali siano gli errori più frequenti e come potersi tutelare a riguardo.

Rischi frequenti nel trapianto di capelli

Gli interventi chirurgici in ambito tricologico sono oggi tra i meno invasivi e pericolosi per la salute generale del paziente. Tecniche come la FUE (o addirittura la micro-FUE) hanno reso la statistica dei possibili rischi quasi irrilevante. Tuttavia gli intoppi a cui un chirurgo può trovarsi di fronte in tutte le fasi dell’operazione restano numerosi. Un primo problema è legato al sanguinamento eccessivo durante le incisioni: il cuoio capelluto infatti è una zona dall’alta densità di capillari e un sanguinamento troppo copioso può creare difficoltà per l’attecchimento dei capelli da trapiantare. Un’altra complicanza piuttosto frequente sono gli ispessimenti cicatriziali nelle aree riceventi: questi fenomeni – tra cui il cosiddetto pitting – sono conseguenza di un innesto troppo profondo delle unità follicolari e possono causare notevole disagio, anche a livello estetico. In questo senso gli inconvenienti possono essere molti: dall’effetto innaturale dell’attaccatura all’impianto di capelli nella direzione sbagliata. Un altro fronte di ipotetici rischi è rappresentato dalle irritazioni della cute, dalla formazione di cisti, edemi, fino a vere e proprie infezioni, che nelle situazioni più gravi possono condurre alla necrosi dei tessuti.

Cosa deve fare il medico?

Il primo compito che spetta a uno specialista quando si pianifica un trapianto di capelli è valutare attentamente il caso in esame. Un medico qualificato sa anzitutto analizzare, oltre al problema concreto che affligge il paziente, anche le sue aspettative e le sue necessità. Una corretta valutazione a monte dell’intervento è già in grado di ridurre drasticamente l’eventualità che si manifestino gravi problemi. In fase di operazione poi un team esperto e affiatato sarà sempre in grado di gestire anche le situazioni più complicate: l’anestesista dovrà dosare bene i farmaci per evitare che il paziente avverta dolore, il chirurgo dovrà eseguire, in base alle caratteristiche dei capelli da prelevare e dello stato di calvizie, manovre accurate allo scopo di garantire buoni risultati sia a livello clinico sia sul piano estetico. I medici dovranno poi seguire il paziente anche durante la fase post-operatoria, suggerendogli adeguate terapie e sottoponendolo ai necessari controlli.

Come può tutelarsi il paziente?

Spesso i problemi e i disagi che fanno seguito a un trapianto di capelli sono trattabili (con farmaci o con un ulteriore intervento) e ovviamente risolvibili. Nel caso in cui però una persona abbia oggettivamente e legittimamente subito un danno a seguito di un’operazione chirurgica di questo tipo, esiste anche la possibilità di chiedere una forma di risarcimento. Le problematiche messe precedentemente in evidenza possono tutte essere fonte di una richiesta di risarcimento danni. E’ tuttavia fondamentale accertare le responsabilità del medico, che può essere fatto oggetto di una denuncia solo laddove si possa dimostrare chiaramente una sua negligenza. E’ utile, in conclusione, ribadire un concetto già espresso: spesso il grado di soddisfazione rispetto all’esito di un intervento viene determinato più dalle aspettative e dai desideri che non dai dati oggettivi. Una buona comunicazione fra medico e paziente è sempre alla base della riuscita di un trapianto di capelli.