Il trattamento PRP contro la calvizie

Tra le terapie propedeutiche alla cura della calvizie la cosiddetta PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è considerata tra quelle in grado di offrire i migliori risultati. Abbiamo per questo cercato di approfondire l’argomento, analizzando le caratteristiche di questo trattamento, valutandone i benefici e cercando di capire come e dove effettuarlo.

Il trattamento PRP contro la calvizie
Cos’è il PRP?
La terapia con PRP è nata intorno al 1970 come trattamento clinico di stimolazione e riparazione dei tessuti. Alla base di tutto c’è un prelievo ematico: il sangue viene poi sottoposto a centrifuga per ottenere un plasma (ossia la sua parte fluida) ricco di piastrine, che sono per antonomasia il costituente ematico preposto alla rigenerazione dei tessuti sottoposti a traumi o lacerazioni. Il trattamento prevede dunque l’infiltrazione del PRP in quelle parti del corpo in cui è necessario stimolare una riattivazione delle cellule; molte in effetti sono state le sue applicazioni cliniche: dalle ulcere e dalle lesioni nei pazienti diabetici alla chirurgia maxillo-facciale, fino alla cura delle patologie articolari e tendinee. Per quanto riguarda la caduta dei capelli si è presto notato che la terapia piastrinica ha effetti sulle cellule staminali presenti nei follicoli piliferi: in pratica l’attività di queste cellule, che nel paziente affetto da calvizie si trovano in una sorta di stato quiescente, viene ripristinata, arrestando l’avanzare del problema.
PRP Abla
Risultati e benefici concreti del trattamento PRP
La terapia con plasma ricco di piastrine è stata adottata nella cura della calvizie quando si è compreso il ruolo che poteva avere sul ciclo vitale del capello. Come già accennato in precedenza, la presenza di cellule staminali nei follicoli garantisce in condizioni normali la formazione del capello (o, in altre parole la fase anagen); qualora l’attività di tali cellule sia in qualche modo “dormiente”, ecco manifestarsi un rallentamento nella crescita dei capelli e una loro conseguente riduzione, una volta che questi siano arrivati alla loro fase telogen. Il trattamento PRP agisce proprio in tal senso, ricostituendo una buona attività cellulare grazie agli effetti dell’alta concentrazione di piastrine nel fluido iniettato. Tradotto in termini forse più semplici, significa che la terapia agisce non tanto sul porre un freno alla caduta dei capelli, quanto sul ripristinarne la rigenerazione da follicoli che altrimenti non seguirebbero più il consueto ciclo vitale del capello.
Consigli su come e dove effettuare il trattamento con PRP
L’interesse per sottoporsi a un ciclo di terapia con plasma ricco di piastrine deve essere sempre accompagnato al consulto da un medico specialista, che conosca perfettamente le caratteristiche della procedura e che sappia, in base a questo, consigliare la migliore soluzione al paziente. Il trattamento PRP di norma non ha particolari controindicazioni: si tratta in definitiva di un prelievo di sangue proprio, dunque anche le possibilità di un rigetto o di una reazione sono praticamente nulle. La tecnica negli ultimi anni ha peraltro conosciuto una sempre maggiore considerazione e oggi molte cliniche che effettuano il trapianto di capelli la propongono nelle proprie offerte, in abbinamento all’intervento chirurgico. Si raccomanda come al solito di valutare bene ciascuna proposta, affidandosi a strutture affidabili e in grado di operare nel rispetto di tutte le normative del settore e con l’obiettivo primario di tutelare la salute del paziente.