foto di un equipe medica mentre svolge un trapianto di capelli

Trapianto capelli: la storia dagli inizi fino a oggi

Il trapianto capelli è spesso, è l’unica soluzione per chi soffre di calvizie: un fenomeno diffuso che colpisce migliaia di persone in Italia. Mentre molti lo accettano, altri ne soffrono e vorrebbero tornare ad avere i loro capelli come una volta.

Accanto a un’ampia varietà di prodotti cosmetici e medici, la ricerca ha fatto e continua a fare dei passi da gigante nell’ambito del trapianto di capelli, considerato oggi uno dei metodi più efficaci per contrastare la calvizie.

Questo articolo vi fornirà una breve panoramica della storia del trapianto di capelli.

Gli inizi in Giappone


La storia del trapianto di capelli inizia nel 1930, precisamente in Giappone. A quest’anno risale, infatti, il primo tentativo attribuito al Dr. Sasegawa che trapiantò alcuni capelli sulla testa di un paziente.

Nove anni dopo, il Dr. Okuda ideò un metodo di trapianto di capelli che, in seguito, sarebbe diventato noto come tecnica Punch. Okuda prese il cuoio capelluto ricoperto di capelli di alcune vittime di ustioni e lo ricucì sulle parti del corpo danneggiate, come le sopracciglia o i baffi.

Dopo un po’ di tempo, i capelli trapiantati ricominciavano a crescere normalmente. Per il trapianto utilizzò dei piccoli lembi di pelle del diametro di 2 o 4 millimetri. Rispetto al trapianto di capelli odierno, tuttavia, questo metodo risultava ancora piuttosto primitivo.

Le origini della tecnica Strip


Il capitolo successivo della storia del trapianto di capelli comincia nel 1943. Anche qui, fu un giapponese ad attirare l’attenzione con i risultati della sua ricerca. Il Dr. Tamura operò sulla testa di una donna, trapiantando alcuni innesti molto piccoli, contenenti da 1 a 3 capelli.

Egli prelevò questi innesti tagliando una striscia a forma di fuso dal cuoio capelluto ricoperto di capelli. Il metodo era molto simile al trapianto di capelli con la tecnica FUT o STRIP. Tamura pubblicò queste scoperte in varie riviste mediche giapponesi, ma a causa della Seconda Guerra Mondiale, furono ignorate dal mondo occidentale.

La scoperta di un dottore di New York


Un altro passo importante nella storia del trapianto di capelli risale all’anno 1959. Il medico americano Norman Orentreich scoprì che ci sono alcuni punti della testa che non sono soggetti alla perdita di capelli genetica. Normalmente, sono i capelli della corona nella parte posteriore della testa.

Il medico prelevò i lembi dalla zona donatrice con l’aiuto di un cilindro metallico di 4 millimetri e rimosse dei lembi di pelle calva con lo stesso cilindro nell’area da trapiantare. Nei fori creati, innestò i capelli prelevati precedentemente e questi ricominciarono a ricrescere, nonostante la zona fosse affetta da calvizie.

Con questi risultati iniziò l’era dei trapianti di capelli cosmetici, operazioni molto richieste e praticate sempre di più dagli specialisti di tutto il mondo. I metodi sviluppati da Orentreich e Okuda, rappresentarono le tecniche standard dei successivi 30 anni, periodo in cui non ci furono altri progressi nella storia del trapianto di capelli.

Innovazioni negli anni ’80


Fino agli anni ’80, tuttavia, i capelli trapiantati con il metodo Punch si notavano molto rispetto a quelli che seguivano una crescita naturale. Questi si distinguevano in maniera evidente dagli altri e apparivano spesso molto innaturali.

Tra gli esperti si parlava spesso di questi risultati innaturali come “effetto bambola” o “effetto isola”. Per questo, alcuni specialisti iniziarono a sostituire gli innesti di quattro millimetri con degli innesti di dimensioni minori, le cosiddette minigraft con almeno quattro follicoli piliferi.

Questi sono stati successivamente sostituiti da micrografts ancora più piccole (contenenti da 1 a 4 follicoli piliferi). Questo progresso nella storia del trapianto di capelli rese la procedura ancora più popolare, ma il risultato ottimale non era ancora stato raggiunto. I capelli trapiantati non sembravano ancora naturali.

Il Professor Dr. Carlos Oscar Uebel


Il metodo Strip, fu sviluppato ulteriormente negli anni ’80 dal ricercatore brasiliano Prof. Dr. Carlos Oscar Uebel. Egli prese una striscia di pelle unica a forma di fuso dall’area donatrice, invece che prelevare degli innesti singoli. Divise questa striscia in mini e micrografts che impiantò nell’area ricevente.

infografica che mostra il processo di trapianto di capelli con tecnica FUT

La scoperta delle unità follicolari


La storia del trapianto di capelli continua con il contributo del Dr. Ing. Bob Limmer. Durante la preparazione di alcuni innesti, scoprì al microscopio che i capelli non crescono singolarmente, ma in piccoli gruppi.

Queste unità follicolari sono costituite da 1 a 3 (4 casi eccezionali) follicoli. Dopo questa scoperta, si riscontrò che l’uso delle unità follicolari come innesti portava a un aspetto più naturale dei capelli trapiantati rispetto all’uso delle mini e micrografts finora utilizzate.

Trapianto capelli negli anni ’90


Negli anni ’90, la maggior parte delle cliniche di trapianto di capelli sostituì il metodo Punch con quello Strip. Allo stesso tempo, gli specialisti australiani Dr. Angela Campbell e suo fratello Dr. Ray Woods svilupparono una nuova tecnica per estrarre i follicoli piliferi.

Credevano che tagliare un lembo di pelle causasse un dolore inutile. Perciò, cercarono un modo per evitare di lasciare una cicatrice a vita sulla pelle del paziente. Invece di un bisturi, utilizzarono degli aghi sottili e svilupparono una tecnica di estrazione delle unità follicolari molto più delicata, nota anche come trapianto di capelli FUE.

Tuttavia, inizialmente, questa tecnica fu ignorata a lungo dagli esperti di trapianti di capelli finché, una decina di anni dopo, cominciò a prendere piede, fino a imporsi come tecnica di riferimento ancora oggi.

la tecnica di trapianto di capelli FUE è nata negli anni '90

Trapianto capelli: lo stato attuale


La tecnica FUE, venne ripresa dall’olandese Coen Gho, dal canadese Robert Jones e dall’americano John Cole poco dopo la fine del millennio. Essi perfezionarono ulteriormente la procedura e la resero accessibile a un pubblico di massa.

Al giorno d’oggi sono rimaste poche cliniche che non utilizzano la tecnica FUE. Questo, però, non significa che il trapianto di capelli sia arrivato alla meta finale e che  la storia non possa proseguire.

Per esempio, alcuni specialisti stanno concentrando le loro ricerche su come sviluppare innovativi strumenti di estrazione o su come curare, prima e dopo dell’operazione, la cute in cui si effettua il trapianto.

I momenti più importanti del trapianto di capelli


  • 1930: il Dr. Sasegawa conduce i primi esperimenti di trapianto di capelli
  • 1939: il Dr. Okuda sviluppa la tecnica Punch.
  • 1959: Il Dr. Norman Orentreich rende il trapianto dei capelli accessibile ad un pubblico di massa.
  • Anni ’80 e ’90: prevale il metodo Strip.
  • Inizi 2000: la tecnologia FUE inizia a diventare la moderna tecnica standard.
  • Oggi: il metodo FUE viene perfezionato e nasce la tecnica DHI.

Conclusioni


Come abbiamo appena raccontato, la storia dell’autotrapianto di capelli ebbe inizio molto tempo fa. Questa pratica affonda le sue radici in Giappone, e ci sono voluti molti anni e molte fasi di sviluppo fino al raggiungimento dello stato attuale. Molti medici e ricercatori hanno contribuito negli anni allo sviluppo delle tecniche attuali.

Oggi, il trapianto di capelli è considerato il metodo più importante per risolvere i problemi di calvizie. Se anche voi soffrite di questo problema e desiderate riavere dei capelli folti nelle parti calve della vostra testa, allora potreste optare per un trapianto di capelli con Elithairt.

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