immagine che rappresenta la formula chimica del ruxolitinib

Ruxolitinib contro l’alopecia areata

Il ruxolitinib è un principio attivo approvato da non molto tempo dalla FDA americana. Usato sopratutto per la cura di certi tumori, si è rivelato molto efficace anche per curare l’alopecia areata, cioè la perdita di capelli a chiazze.

In questo articolo cercheremo di capire meglio come funziona il ruxolitinib, quali sono i suoi effetti e i suoi risultati, oltre che anche le sue possibili controindicazioni. Continuate a leggere per scoprire tutto ciò che serve sapere!

Cos’è il ruxolitinib?


Il ruxolitinib è un principio attivo approvato nel 2014 dalla Food and Drugs Administration americana, usato, in genere, per il trattamento dei tumori al sangue. Il farmaco derivato, è stato messo in commercio con il nome di Jakavi®.

Lo scopo principale di questo principio attivo è quello di inibire i sistemi di comunicazione tra le cellule, impedendo che queste si possano moltiplicare in maniera incontrollata. In seguito, però, si è scoperto che uno degli effetti collaterali che questo farmaco causava era la ricrescita dei capelli nei pazienti che erano colpiti da alopecia areata.

Da quel momento in poi, si è cominciato a pensare al ruxolitinib come un possibile rimedio per questa forma di calvizie, la quale è diversa da quella comune di cui soffre la maggior parte degli uomini e delle donne. 

Che cos’è l’alopecia areata?


L’alopecia areata, detta anche area celsi, è una malattia autoimmune che causa una perdita dei capelli parziale o totale. Nei casi più gravi, possono cadere anche gli altri peli del corpo. Il nome di questa malattia deriva dal greco alōpex, che significa volpe, un animale che, in genere, tende a perdere il pelo a chiazze.

Al giorno d’oggi, con alopecia si indica il peggioramento della qualità dei capelli e dei peli, la loro miniaturizzazione in maniera progressiva e la conseguente scomparsa. Si tratta di una condizione molto comune, anche se colpisce soprattutto i maschi.

testa di un uomo che soffre di alopecia areata

L’alopecia si divide, in genere, in quattro tipi diversi: androgenetica, areata, cicatriziale e da assunzione di farmaci. L’alopecia androgenetica, nota anche come calvizie comune, è la forma più diffusa di perdita dei capelli. Si manifesta in modo differente a seconda del sesso. 

  • Negli uomini si assiste a un assottigliamento progressivo dei capelli che inizia dalle tempie e dalla chierica e si estende su tutto il cranio.
  • Nelle donne è contraddistinta da una diminuzione diffusa dei capelli nella parte alta della testa.

Le cause dell’alopecia areata


Al contrario dell’androgenetica che è causata da fattori ereditari o da problemi patologici, l’alopecia areata è generata da un fenomeno autoimmune. A causa di un suo cattivo funzionamento, il sistema immunitario riconosce i follicoli piliferi come un corpo estraneo e quindi li attacca.

Questa forma di alopecia, in genere, si manifesta in seguito a un evento traumatico per l’organismo. Questo può essere, per esempio, un forte stress, ma anche la carenza di sostanze importanti o una cattiva alimentazione.

Questo determina una caduta dei capelli che colpisce una superficie più o meno estesa della testa. Si tratta di una variante dell’alopecia che, in genere, colpisce i bambini, ma che in età adulta può presentarsi in forme più aggressive.

Questa forma di alopecia è più difficile da curare rispetto a quella comune. Al massimo, si può cercare di fermare la caduta con dei farmaci a base di cortisone o di ruxolitinib, ma non sempre si riesce a ottenere il risultato sperato.

L’efficacia del ruxolitinib sull’alopecia areata


I ricercatori del Columbia University Medical Center (CUMC) sono riusciti a identificare le cellule immunitarie che sono le responsabili della distruzione dei follicoli piliferi. In seguito, hanno cercato un principio attivo che fosse in grado di sopprimere le cellule immunitarie responsabili della caduta dei capelli, favorendo quindi una ricrescita della chioma.

Questo principio attivo, si trova nel ruxolitinib, il quale è stato testato da diversi pazienti che soffrivano di alopecia areata e risultati sono stati davvero molto buoni. Infatti, il Dr. Raphael Clynes che ha guidato la ricerca insieme alla Angela M. Christiano, professore del Dipartimento di Dermatologia e di Genetica e Sviluppo di CUMC, ha detto:

«se il farmaco continua ad avere questo successo e risulta sicuro, avrà un eccezionale impatto positivo sulla vita delle persone che sono affette da questa malattia».

Come agisce il ruxolitinib contro l’alopecia? La ricerca in dettaglio


La ricerca è iniziata con alcuni test effettuati sugli animali. Grazie a loro, si è potuto prima identificare e, dopo, anche studiare la serie specifica delle cellule responsabili dell’attacco ai follicoli dei capelli: le cellule T. Approfondendo lo studio sulle cellule, i ricercatori hanno anche scoperto alcuni inibitori delle Jak, che sono in grado di fermare l’attività di distruzione delle cellule.

Questi inibitori sono due: ruxolitinib e tofacitinib. I topi affetti da alopecia che hanno assunto questi farmaci, hanno reagito in maniera ottima. Infatti, dopo circa 12 settimane non solo la caduta era bloccata, ma i nuovi peli sono durati anche molti mesi dopo la fine del trattamento con il farmaco.

La sperimentazione del ruxolitinib sugli uomini


In un secondo tempo, si è voluto valutare l’effetto e l’efficacia del ruxolitinib anche sulle persone. Il Dr. Julian Mackay-Wiggan, direttore dell’Unità di ricerca Clinica presso il Dipartimento di Dermatologia del CUMC, con il suo staff di ricercatori, hanno testato il farmaco su dei pazienti che soffrivano di un alopecia che avesse causato loro oltre il 30% di perdita di capelli.

Alcuni partecipanti, hanno ottenuto dei risultati fantastici. Il ruxolitinib è stato in grado di stimolare la ricrescita dei capelli in 4 o 5 mesi. Le cellule T, inoltre, responsabili dell’attacco ai follicoli piliferi, erano scomparse dal cuoio capelluto. I risultati sono stati così incoraggianti che il Dr. Clynes ha affermato:

«abbiamo ancora bisogno di fare ulteriori test per stabilire se il ruxolitinib possa essere utilizzato nella cura dell’alopecia areata, ma questa è una notizia entusiasmante per i pazienti e i loro medici».

In realtà, l’alopecia areata è una malattia molto sottovalutata e di cui esistono solo due studi poco approfonditi. Il primo riguarda una ragazza adolescente che non aveva capelli, le sopracciglia e i peli delle ascelle.

In questo caso, le sopracciglia sono cresciute e sulla testa è tornato circa il 10% dei capelli. L’altro studio, riguardava invece un uomo di oltre 60 anni. In lui, non c’è stato alcun tipo di ricrescita di peli o di capelli.l'assunzione del ruxolitinib può causare effetti collaterali anche gravi

Gli effetti collaterali del ruxolitinib


In realtà, c’è anche il rovescio della medaglia. Nonostante il ruxolitinib impedisca al sistema immunitario di attaccare i follicoli piliferi, presenta degli effetti collaterali che non bisogna prendere sotto gamba.

Più nello specifico, questo farmaco può causare immunodepressione, danni epatici e renali, vertigini, carenza di piastrine e globuli rossi, oltre che tumori e infezioni anche molto gravi.

Il ruxolitinib, inoltre, è efficace solo contro l’alopecia areata, ma non è in grado di fermare la calvizie di tipo androgenetico. Le sue cause, infatti, sono, in genere, di tipo ormonale e/o ereditario. 

Gli effetti collaterali del ruxolitinib che abbiamo descritto sono molto gravi. Non si può decidere da soli iniziare una terapia. È necessario, infatti, parlare prima con il proprio medico di fiducia. 

CONSIGLI DEGLI ESPERTI
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Conclusioni


Come abbiamo letto, il ruxolitinib si è rivelato un farmaco in grado di curare alcune forme di alopecia areata. Questa è una forma di calvizie più rara rispetto a quella androgenetica e anche più difficile da curare.

Uno studio americano, ha però dimostrato come alcuni pazienti che soffrivano di questo tipo di alopecia, abbiano registrato una ricrescita completa dei capelli grazie al principio attivo del ruxolitinib.

I ricercatori del Columbia Medical Center sono riusciti, inoltre, a determinare quali fossero le cellule immunitarie responsabili della caduta dei capelli e a stimolare la ricrescita della chioma.

Ciò ha funzionato su diversi pazienti, i quali hanno visto, grazie all’effetto di questo principio attivo, la loro alopecia areata diminuire o, addirittura, anche sparire del tutto solo nel giro di qualche mese.

Tuttavia, gli effetti collaterali, anche molto gravi, che causa il ruxolitinib, rendono il suo uso molto delicato. Inoltre, non si sa ancora se i suoi benefici durano anche dopo che si è smesso di assumere il farmaco. 

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