oggi il trapianto di capelli fa male in minor misura rispetto al passato

Il trapianto di capelli fa male?

Il trapianto di capelli fa male? Questa è la domanda che si pongono tutti coloro che vorrebbero sottoporsi a questo intervento di chirurgia estetica.

Nel passato la risposta sarebbe stata sì, ma oggi, per fortuna, le cose non sono più così. In questo articolo di oggi spiegheremo quali sono le tecniche di trapianto di capelli meno dolorose!

Il trapianto di capelli è veramente poco doloroso?


Quasi tutti i pazienti che vogliono effettuare questo tipo di intervento si domandano se il trapianto di capelli fa male oppure no. La risposta è che oggi, il trapianto di capelli è poco doloroso, anche se in passato non è stato sempre così.

Basti infatti pensare alla tecnica FUT, un vecchio metodo che prevedeva la rimozione di una striscia intera di pelle dalla nuca del paziente da dove venivano poi estratte le unità follicolari. In seguito, questa striscia di pelle era di nuovo cucita sulla testa del paziente.

Questo tipo di tecnica di trapianto di capelli era piuttosto dolorosa oltre che parecchio invasiva e lasciava anche una cicatrice molto vistosa sulla nuca del paziente. Inoltre, date le dimensioni ampie della ferita, vi era anche un rischio maggiore di infezione e la fase di convalescenza era impegnativa e non senza problemi.

Oggi, però, per fortuna le cose non stanno più così. Infatti, con il tempo gli specialisti hanno sviluppato delle nuove tecniche che hanno reso il trapianto di capelli un intervento molto meno doloroso e invasivo rispetto a come era in passato.

Il trapianto di capelli fa male se si utilizza la tecnica fut

Tecniche di trapianto di capelli poco dolorose


Un altro fattore che bisogna tenere sempre in considerazione se si è alla ricerca di un trapianto di capelli che non fa molto male, è la tecnica utlizzata per l’estrazione e il successivo impianto delle unità follicolari.

La tecnica FUE


Al giorno d’oggi, uno dei metodi di trapianto di capelli più apprezzato e utilizzato è la tecnica FUE (Follicular Unit Extraction), la quale prevede l’utilizzo di un micromotore che lavora a bassa velocità per l’estrazione dei bulbi piliferi.

In seguito, gli innesti estratti saranno fatti riposare in una speciale soluzione a base di biotina mentre, nel frattempo, il chirurgo procederà all’apertura dei canali per gli innesti. Infine, i bulbi saranno impiantati nelle zone della testa affette da alopecia androgenetica.

In questo caso, grazie anche alla bravura del chirurgo, non solo si ha un trapianto di capelli poco doloroso, ma l’intervento lascerà delle cicatrici molto piccole. Ciò che rimarrà, infatti, saranno solo dei minuscoli puntini quasi invisibili, cioè le tracce dei bulbi estratti, che scompariranno nel giro di 10 o 20 giorni.

I vantaggi del bisturi in zaffiro


Il bisturi in zaffiro, non solo permette di avere una precisione millimetrica, ma abbassa di molto anche il rischio di infezione, rendendo la convalescenza molto più facile e rapida. Grazie al bisturi in zaffiro, inoltre, il paziente potrà ottenere una maggiore densità di capelli.

Infatti, mentre il normale bisturi in titanio permetteva un’apertura dei canali a forma di “U”, quello in zaffiro apre i canali a forma di “V”. Per questo motivo, è possibile impiantare più bulbi piliferi per cm². Il risultato finale dell’operazione è molto naturale e, inoltre, tutto il cuoio capelluto, alla fine del percorso, sarà  ricoperto per intero dai nuovi capelli.

La tecnica DHI


Un altro metodo di trapianto di capelli poco doloroso, è la tecnica DHI (Direct Hair Implantation). Si tratta dello stesso principio della tecnica FUE: le unità follicolari vengono estratte con l’ausilio di un micromotore, ma il processo di impianto è diverso. Esso, infatti, non prevede la fase di apertura dei microcanali.

Le unità follicolari vengono impiantate in maniera diretta nella zona ricevente del paziente grazie al Choi Implanter, uno strumento dalla forma molto simile a quella di una penna che permette l‘impianto diretto dei bulbi nella zona ricevente del paziente affetta dalla calvizie.

il trapianto di capelli dhi prevede l'innesto diretto delle unità follicolari

Dato che l’estrazione dei bulbi e l’impianto avvengono in maniera contemporanea, vi è anche una minore manipolazione degli innesti. Questo garantità un livello di densità e omogeneità dei capelli ancora maggiore. Inoltre, un altro grande vantaggio della tecnica DHI è il fatto che non è necessario dover rasare la testa del paziente.

Come funziona l’anestesia di un trapianto di capellI?


Qualunque sia la tecnica utilizzata per il trapianto di capelli, è necessario comunque effettuare un’anestesia. Lo scopo è quello di fare provare il minor disagio possibile al paziente, narcotizzando le zone che corrispondono alla zona donatrice e a quella ricevente.

Come già sappiamo, ci sono tre diversi tipi di anestesia: generale, regionale e locale. Nel caso del trapianto di capelli, il tipo di anestesia che si effettua è quella locale. Ciò sta a significare che il paziente rimarrà sveglio e cosciente per tutta la durata dell’intervento.

L’anestesia è, di solito, effettuata nel derma del paziente attraverso una serie di iniezioni nel cuoio capelluto. In seguito, è stato però notato che il momento dell’anestesia era uno dei più difficili per il paziente. Infatti, il metodo tradizionale era abbastanza doloroso e, inoltre, gli aghi di grosse dimensioni spaventavano i pazienti più ansiosi e timorosi.

Oggi, invece, si usa uno speciale tipo di anestesia senza aghi che, grazie a uno stantuffo, inietta l’anestetico tramite l’alta pressione. All’inizio, il paziente avvertirà un leggero fastidio e bruciore durante la somministrazione dell’anestesia: una sensazione che dura circa 30 secondi. Una volta che l’anestetico avrà fatto effetto, si potrà iniziare.

Conclusioni


Come abbiamo visto, non sempre il trapianto di capelli è stato poco doloroso. Infatti, il metodo più in voga in passato era la tecnica FUT, un intervento che prevedeva l’estrazione delle unità follicolari da una striscia di carne asportata dalla nuca del paziente.

Questo tipo di operazione, oltre a essere molto invasiva, lasciava una cicatrice molto vistosa sulla testa del paziente. Inoltre, la fase di convalescenza che il paziente doveva affrontare dopo l’intervento era molto lunga e anche abbastanza faticosa.

Oggi, invece, grazie alle nuove tecniche che sono state sviluppate dagli specialisti nel tempo, il trapianto di capelli non fa più male come prima. Infatti, grazie a alle nuove tecniche come la DHI o la FUE, il processo di questa operazione è molto meno doloroso e invasivo rispetto al passato. 

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