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Uomo con calvizie sulla corona della testa

Trapianto FUT: soluzione ancora efficace?

Trapianto FUT: è ancora una soluzione efficace?

 Nel corso degli ultimi anni le due tecniche di trapianto dei capelli che hanno garantito i migliori risultati sono state la Follicular Unit Transplant (FUT) e la Follicular Unit Extraction (FUE): quest’ultima in particolare ha conosciuto una sempre maggiore diffusione, visti gli indubbi vantaggi a livello estetico e di decorso post-operatorio. Vediamo però se e come il trapianto FUT sia ancora da prendere in considerazione come una soluzione valida e adeguata alle esigenze di un paziente.

I principi della tecnica FUT

Il trapianto di capelli FUT – ben noto anche col nome di tecnica strip – è considerato uno dei metodi classici di chirurgia tricologica e a lungo è stato considerato la migliore tipologia di intervento a cui un paziente affetto da alopecia androgenetica potesse sottoporsi. Il principio di fondo della procedura è quello di prelevare da un’area donatrice ancora ricca di capelli (generalmente dalla regione occipitale superiore) una “striscia” – o per meglio dire una losanga – di cuoio capelluto, da cui in seguito estrarre le unità follicolari destinate all’innesto nell’area ricevente. I follicoli così prelevati vengono conservati in una soluzione fisiologica che li mantiene vitali, fino a che non si praticano le incisioni nella parte calva del capo e si procede all’impianto dei capelli trapiantati. Con la tecnica FUT, che ovviamente si esegue sempre in anestesia locale, si possono arrivare a estrarre fino a 4000-4500 unità follicolari per seduta: l’operazione lascia chiaramente una cicatrice nella parte donatrice, ma il suo decorso non è particolarmente traumatico e, in genere, si cominciano a osservare tangibili segnali di una ricrescita a tre mesi dall’intervento.

Vantaggi e svantaggi del trapianto di capelli FUT

L’elemento da sempre riconosciuto come punto di forza della tecnica FUT è l’alto tasso di sopravvivenza dei follicoli trapiantati: prelevando un’intera porzione di cuoio capelluto infatti non si corrono particolari rischi di danneggiare le unità follicolari oggetto del trapianto. La FUT peraltro consente al chirurgo di rinfoltire l’area ricevente con maggiore densità, oltre a poter intervenire praticamente su qualsiasi tipologia di capello. Sono allo stesso tempo noti anche alcuni svantaggi: i tempi dell’operazione sono piuttosto lunghi (non meno di 5-6 ore) e occorre una certa esperienza da parte del medico nell’eseguire le incisioni; la necessità di rimuovere una striscia di cuoio capelluto comporta la presenza di una successiva cicatrice, esteticamente piuttosto “invadente” rispetto alle microcicatrici del trapianto FUE; nella fase post-operatoria, per quanto non sia la regola, possono verificarsi iper-sensibilità o altri fastidi a livello cutaneo, che il ricorso ad altre tecniche riduce notevolmente.

Dunque il trapianto di capelli FUT può essere un’alternativa?

Cercare di trovare una regola comune per stabilire se la tecnica FUT sia oggi una soluzione valida o meno e se sia da preferire ad altre procedure è la classica “lotta contro i mulini a vento”: ogni caso è specifico, ogni paziente ha il suo percorso di cura che un buon medico specialista deve seguire e analizzare, indicando di volta in volta quale sia la migliore strategia per risolvere il problema e soddisfare così le aspettative di chi ha di fronte.

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