Molte persone interessate al trapianto di capelli FUE sono affette da tricotillomania, cioè dal regolare e compulsivo atto di strapparsi capelli e peli in varie parti del corpo. Tale disturbo è comunemente osservabile sulla testa e sul volto (sopracciglia e ciglia), ma può colpire qualsiasi area corporea. Si tratta di una pratica che può dar vita ad evidenti aree affette da calvizie e che puó essere ulteriormente dannosa se non si abbandona questo vizio dopo un trapianto di capelli. Cosa è la tricotillomania e come curarla saranno le due domande a cui daremo risposta in questo articolo.

tricotillomania cosa é e come curarla

Le cause più frequenti della tricotillomania

Le cause della tricotillomania, che devono essere identificate per poter predisporre una terapia efficace, sono spesso complesse e difficili da portare alla luce. Tale disturbo è comunemente legato a livelli molto alti di ansia, stress e nevrosi, che si manifestano tramite il desiderio di compiere questo gesto compulsivo, che può causare un momentaneo senso di piacere, di sollievo.

Nei soggetti predisposti, non solo tale brama insorge in momenti di forte nervosismo o affaticamento, ma anche in situazioni di forte tristezza. Alcuni pazienti manifestano tali sintomi anche in situazioni rilassate, senza una ragione apparente.

Si tratta spesso di una azione inconsapevole, messa in pratica mentre si dorme, oppure mentre si è concentrati su altro, come la televisione, un libro o una conversazione.

I fattori di rischio

Alcuni fattori possono giocare un ruolo chiave nello sviluppo di tale problema comportamentale, per esempio:

  • Familiarità con la tricotillomania: la genetica ha un ruolo chiave nello sviluppo della patologia. Infatti, è più frequente nei familiari di chi ne è affetto;
  • Età del soggetto: la tricotillomania solitamente si presenta nell’adolescenza o nella preadolescenza.
  • Ulteriori disturbi associati: spesso si verifica in coloro che sono affetti da altri problemi d’ansietà, depressione o da disturbi ossessivo-compulsivi;
  • Stress ed emozioni negative: situazioni particolarmente snervanti possono essere il fattore scatenante che porta a sviluppare la tricotillomania.

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Quali sono i possibili risultati, se non si cura la tricotillomania?

La tricotillomania può avere un grave impatto sulla vita delle persone colpite. Infatti, tende a generare delle sensazioni negative, quali la vergogna, la scarsa autostima e, se non affrontata, anche la depressione. Per tale motivo, spesso i sintomi vengono nascosti usando cappelli, sciarpe, ciglia finte o tatuaggi semipermanenti per ricostruire l’arcata sopraccigliare.

Tali problemi tendono poi ad avere un impatto sulla vita sociale e lavorativa dei soggetti, che potrebbero non sentirsi in condizione di approfittare di opportunità di lavoro o eventi sociali. Anche la sfera intima può diventare un problema.

Alcune persone hanno anche l’abitudine di mangiare i peli ed i capelli che si strappano, rischiando di sviluppare vere e proprie palle di pelo nello stomaco che, con il tempo, possono dar vita a complicazioni mediche.

Però, il più evidente dei problemi è la creazione di vere e proprie aree del corpo affette da calvizie. Infatti, anche se i peli tendono a ricrescere, potrebbero smettere di ricrescere in un secondo momento.

La cura migliore per la tricotillomania: la terapia cognitiva comportamentale

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La terapia cognitiva comportamentale è la sola in grado di mettere fine alla tricotillomania, poiché si occupa di trattare i meccanismi alla base di tale disturbo. Questa parte dall’idea che l’atto di strapparsi i capelli o i peli sia una risposta condizionata (e spesso inconsapevole) a specifiche situazioni ed eventi.

Si basa in due distinte fasi:

  • Prima fase: la persona impara come riconoscere le circostanze e i momenti che sono capaci di provocare la reazione comportamentale (strapparsi peli e capelli), che può essere cosciente o meno
  • Seconda fase: una volta identificati i fattori scatenanti, il paziente apprende a rispondere allo stress e alle altre emozioni negative causate da questi, avvalendosi di atteggiamenti alternativi, meno dannosi, come risposta.

Se il costante atto di strappare peli e capelli ha dato vita ad una situazione di alopecia, sarà necessario anche intervenire, per esempio con un trapianto di capelli FUE, in modo da riportare la chioma allo stato originario.

Si tratta di un intervento semplice, eseguito in anestesia locale e completamente sicuro, che può essere di grande aiuto per coloro che hanno risolto i loro problemi comportamentali e vogliono tornare ad avere un aspetto curato. L’anestesia è senza ago e il paziente non prova dolore durante l’operazione.

È importante però sottoporsi al trapianto di capelli solo se la tricotillomania è stata completamente curata, per evitare di ricadere negli stessi comportamenti e danneggiare di nuovo i peli e i bulbi piliferi.

Alcuni pazienti, che presentano sintomi particolarmente forti, potrebbero trovare utile una consulenza psichiatrica e l’assunzione di psicofarmaci.

Conclusioni: come curare la tricotillomania

Nonostante non sia un problema comune, le persone affette da tricotillomania potrebbero soffrire di difficoltà sociali e relazionali, ma anche di problemi più seri, come la presenza di peli e capelli nello stomaco e il conseguente rischio di occlusione.

Se pensate di esserne affetti, è importante entrare in contatto il prima possibile con un terapista cognitivo-comportamentale e, se necessario, sottoporsi ad un trapianto di capelli.

La terapia vi porterà a risolvere i meccanismi, spesso occulti, che scatenano in voi la necessità di strapparvi peli e capelli, mentre un trapianto FUE vi aiuterà a ritrovare la sicurezza in voi stessi, eliminando l’alopecia e restituendovi una chioma densa e forte.