formula chimia che rappresenta la molecola della finasteride

Finasteride o trapianto di capelli?

La finasteride è un farmaco che si è affermato come cura per la calvizie, ma presenta anche molti effetti collaterali, alcuni poco gradevoli.

Nonostante le controindicazioni, molti si chiedono se è meglio affrontare una terapia con questo farmaco o se è meglio sottoporsi a un trapianto di capelli.

Nell’articolo che leggerà, troverà tutte le informazioni riguardanti il tema della finasteride!

Finasteride: effetti collaterali e terapia


Negli ultimi anni, la discussione sulla finasteride e i suoi effetti collaterali si è fatta molto intensa. Infatti, sono tanti i pazienti che, dopo un periodo di assunzione del farmaco, hanno riscontrato dei problemi a livello fisiologico.

Alcune persone affermano, inoltre, di aver notato i primi sintomi degli effetti collaterali dovuti alla finasteride addirittura subito dopo la sua assunzione. Tuttavia, questa cosa non è possibile che accada.

I primi effetti collaterali della finasteride, infatti, si avranno dopo almeno 3 o 4 settimane dall’inizio della sua assunzione. Questo è il tempo di cui il farmaco necessita per inibire la conversione dell’ormone androgeno testosterone in diidrotestosterone.

La finasteride, in generale, si assume per via topica, in compresse giornaliere da 1mg, per un periodo minimo di almeno tre mesi. La particolarità di questo farmaco contro la calvizie, è che deve essere assunto per un periodo di tempo abbastanza lungo.

Infatti, affinché il trattamento sia efficace, sono necessari da 3 mesi fino a 1 anno di terapia. Non si può, inoltre, interrompere la terapia in maniera improvvisa. Se questo dovesse accadere, ci sarebbe un regresso dei risultati.

Che effetto ha la finasteride sui capelli?


La finasteride possiede un principio attivo che inibisce l’effetto dell’enzima 5-alfa reduttasi di tipo II, responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT). Tale ormone sarebbe il “colpevole” dell’assottigliamento e dell’indebolimento dei bulbi piliferi.

La diminuzione dell’attività degli ormoni provocata da questo farmaco dovrebbe rallentare gli effetti dell’alopecia androgenetica, in particolar modo, nella zona medio frontale del capo.

la finasteride è un farmaco per la crescita dei capelli che presenta molti effetti collaterali

Questo farmaco, al principio, era usato per trattare dei problemi legati all’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Da quasi 20 anni, però, viene utilizzato anche per il trattamento dell’alopecia androgenetica.

Ovviamente, per la finasteride, è necessaria la prescrizione di un medico. Infatti, solo un dottore può decidere la quantità e i tempi di somministrazione di questo farmaco. Dati gli effetti collaterali di questa terapia, è meglio sentire il parere di uno specialista.

Gli effetti collaterali più comuni della finasteride


Come abbiamo detto, gli effetti collaterali causati da questo farmaco possono presentarsi dopo circa 3 o 4 settimane dall’inizio della sua assunzione. Ecco una lista dei possibili effetti indesiderati che la finasteride può causare ai pazienti che ne fanno uso.

  • Impotenza. 
  • Disfunzione erettile.
  • Diminuzione della libido. 
  • Problemi di eiaculazione.
  • Sensazione di dolore ai testicoli.
  • Infertilità.
  • Cambi di umore improvvisi.
  • Problemi neurologici.
  • Vertigini, nausea, dolori addominali.
  • Flatulenza e prurito.

Cosa sono i “Sides mentali”?


Noto anche come “brain fog”, questo effetto collaterale della finasteride, causa una modifica di alcuni neurosteroidi che sono presenti nel cervello. Ciò può causare dei problemi di attenzione, di indebolimento e, in alcuni casi, anche di perdita della memoria. Va detto, però, che questi effetti collaterali si presentano solo in caso di un dosaggio eccessivo di questo farmaco.

Il farmaco spiegato dal Dr. Balwi


La finasteride funziona anche per le donne?


La terapia con questo farmaco, non è consigliata per le donne in gravidanza o che sono in fase di allattamento. La finasteride, infatti, potrebbe provocare dei danni ai genitali esterni del feto.

Inoltre, le donne in gravidanza o che stanno allattando, devono evitare il contatto con le pillole che contengono la finasteride in polvere. Il suo principio attivo, infatti, potrebbe essere assorbito dalla pelle.

Più in generale, l’uso della finasteride non è consigliato per le donne in età fertile, ma potrebbe essere assunto dalle donne in pre o post menopausa. In alternativa, anche loro possono optare per un trapianto di capelli per le donne.

La sindrome post finasteride


Questa sindrome può presentarsi nel momento in cui il farmaco causa degli effetti collaterali non durante la terapia, ma nel periodo successivo alla fine della sua assunzione.

In altre parole, tutti i sintomi di cui abbiamo parlato prima, non si presentano durante il periodo in cui si assume il farmaco. Questi si presentano dopo, quando questo viene interrotto o la terapia si è già conclusa.

A questo proposito, bisogna sempre ricordare che gli effetti benefici che la finasteride ha sui capelli sono limitati solo al periodo in cui essa viene assunta. Ciò vuol dire che, una volta che si è smesso con la cura, la calvizie tornerà come era prima.

Il trapianto di capelli e la finasteride


La maggior parte dei tricologi, è d’accordo sul fatto che il momento più adatto per poter fare il trapianto di capelli è quando la caduta si è stabilizzata o ha, perlomeno, rallentato il suo corso. Se non si aspetta, c’è il rischio che i capelli trapiantati cadano a causa della calvizie.  

In questo senso, il trattamento a base di farmaci può essere un primo aiuto per contrastare gli effetti dell’alopecia androgenetica. Infatti, la finasteride è in grado di rallentare la caduta dei capelli, ma lo fa in maniera temporanea, non per sempre.

Al contrario della finasteride, un trapianto di capelli con tecnica DHI è una soluzione definitiva. Non riduce la velocità dell’avanzare della calvizie, non offre una guarigione illusoria e limitata nel tempo, ma risolve il problema della caduta una volta per tutte.

il trapianto di capelli dhi prevede l'innesto diretto delle unità follicolari

L’uso del farmaco può alterare i risultati del trapianto?


Conoscere la storia clinica del paziente, è fondamentale al fine di pianificare un trapianto di capelli nel migliore dei modi. Il fatto di avere assunto dei farmaci come la finasteride o anche il minoxidil, deve essere preso in considerazione quando si analizza la situazione del paziente.

Solo dopo che il caso è stato studiato in maniera approfondita, il medico potrà decidere  per l’interruzione o la variazione del trattamento con la finasteride. Infatti, ogni paziente ha una storia clinica personale e ogni caso va trattato in maniera singola.

Dopo Il trapianto, bisogna ancora sottoporsi a una terapia con la Finasteride?


In molti pensano che sia più opportuno non sospendere la finasteride dopo Il trapianto. Sarebbe meglio, infatti, continuare con la cura per un periodo che va da 6 mesi fino a 1 anno. Infatti, questo farmaco funziona solo sui capelli già esistenti e non su quelli trapiantati.

Una brusca interruzione della terapia, quindi, potrebbe rendere vano il successo del trapianto. Il resto dei capelli, cioè quelli che c’erano in precedenza, potrebbero, infatti, risentire della sospensione della terapia e, in seguito, anche cadere.

Conclusioni


Per concludere, possiamo dire che sarebbe molto meglio non prendere sotto gamba le conseguenze e gli effetti collaterali che può avere l’uso per un lungo periodo di tempo di un farmaco come la finasteride.

La finasteride, presenta anche un grande svantaggio. Infatti, oltre agli effetti indesiderati legati soprattutto alla sfera sessuale di cui abbiamo già parlato, questo farmaco non è in alcun modo una soluzione definitiva al problema della calvizie.

I suoi effetti sono limitati solo al periodo in cui questo farmaco viene assunto. Una volta conclusa la terapia, ci sono molte possibilità di ritornare alla situazione di calvizie iniziale. Al contrario, un trapianto di capelli offre una soluzione definitiva alla perdita dei capelli a un prezzo molto più conveniente rispetto ad assumere il farmaco per tutta la vita.