particolare della zona donatrice per il trapianto di capelli di un paziente

Zona donatrice trapianto capelli: che ruolo ha?

L’autotrapianto di capelli prevede l’estrazione diretta di unità follicolari, che vengono prelevate dalla testa o da altre parti del corpo del paziente. Per questo, la zona donatrice nel trapianto di capelli riveste un ruolo molto importante ed è anche un fattore determinante nel processo di valutazione della realizzabilità del trapianto di capelli e del suo prezzo.

Qual è la zona donatrice nel trapianto di capelli?


Normalmente, la zona donatrice nel trapianto di capelli è la nuca o le parti laterali del capo. Il chirurgo preleva gli innesti da queste zone della testa che, generalmente, sono le ultime a essere colpite dall’alopecia androgenetica.

Queste unità follicolari, quindi, non sono affette da calvizie e, pertanto, possono attecchire nel cuoio capelluto e crescere nel nuovo spazio. Infatti, i capelli vengono letteralmente spostati in un’altra zona del capo: questo è il principio dell’autotrapianto di capelli FUE.

Perché proprio la nuca?


Non è ancora chiaro perché quest’area della testa sia quella meno colpita dalla calvizie. L’alopecia androgenetica, è una sindrome ereditaria che provoca la caduta dei capelli a causa dell’eccessiva sensibilità dei follicoli al Diidrotestosterone o DHT. Nonostante la calvizie colpisca soprattutto gli uomini genericamente predisposti, anche le donne ne soffrono.

Non esiste una regola fissa per fissare i confini dell’area donatrice, ma esistono, però, delle linee guida che possono indicare quali zone del capo possono essere adatte come zona donatrice per non solo per il trattamento dei capelli, ma anche per il trapianto di barba.

Queste si dividono in:

  • aree donatrici principali, cioè la zona occipitale e temporale;
  • aree donatrici marginali, altre zone utilizzabili in caso di bassa densità di quelle principali.

Nell’ultimo caso, bisogna essere molto cauti, poiché le zone donatrici marginali potrebbero non garantire lo stesso effetto di quelle principali e, quindi, non regalare un risultato ottimale.la nuca e il lati del capo sono la migliore zona donatrice del trapianto di capelli

Quanto deve essere folta la zona donatrice per il trapianto di capelli?


La quantità di innesti necessaria, dipende dalla densità di capelli presenti nella zona donatrice e dall’ampiezza della zona ricevente. Non si tratta di un numero fisso: ogni paziente ha la propria densità che varia a seconda dell’etnia, dell’età o di altri fattori. Solo una visita tricologica può determinarlo

Cosa fare quando la zona donatrice è poco densa?


Nel caso in cui la zona donatrice non abbia un numero sufficiente di unità follicolari, queste possono essere prelevate da altre parti del corpo come:

  • barba;
  • peli del petto;
  • peli di braccia o gambe.

Questa, secondo molti specialisti, non è la migliore soluzione, poiché i peli corporei, infatti, sono diversi dai capelli, essendo più curvi e duri al tatto. Inoltre, utilizzando peli corporei, oltre al rischio di lasciare cicatrici visibili, si riducono le possibilità di attecchimento e la durata del risultato.

Il prelievo delle unità follicolari dalla zona donatrice


Nel trapianto di capelli, non si impianta solo il bulbo, ma bensì l’unità follicolare, cioè la struttura che gli permette di crescere composta da:

  • bulbi piliferi (da 1 a 6 per unità);
  • derma;
  • muscolo piloerettore;
  • capillari;
  • grasso intradermico;

Precedentemente, con la tecnica FUT, veniva prelevata un’intera striscia di pelle dalla zona donatrice, dalla quale venivano estratte le unità follicolari. Oggi, grazie alla tecnica FUE è, invece, possibile estrarre direttamente le unità dal cuoio capelluto, attraverso un micromotore o utilizzando pinzette speciali.

Dopo il prelievo, le unità follicolari, riposano in una soluzione alla biotina, in modo da preservare gli innesti fornendoli dei nutrienti di cui necessitano Il trapianto di capelli DHI, invece, funziona diversamente. Tramite la Choi-Pen Implanter è possibile effettuare un trapianto di capelli senza rasatura, poiché gli innesti sono impiantati direttamente dopo la loro estrazione senza l’apertura dei microcanali piliferi.

trapianto capelli senza rasatura con Choi pen implanter

Quando guarisce la zona donatrice del trapianto di capelli?


Dopo un trapianto FUE o DHI, la convalescenza è breve e poco fastidiosa. L’area donatrice dovrà restare bendata per 3-4 giorni per ridurre eventuali gonfiori e proteggerla dalla sporcizia. La zona potrebbe presentare del rossore per i primi 4-5 giorni e si potrebbe sentire prurito o un leggero dolore.

I capelli nella zona donatrice ricrescono?


La risposta è no! Il medico, infatti, preleva tutto il bulbo e non c’è possibilità che i capelli ricrescano. Tuttavia, la zona donatrice del trapianto di capelli non apparirà vuota o calva.

I bulbi sono prelevati in maniera omogenea da diverse parti del cuoio capelluto, facendo attenzione a direzione e profondità, in modo che non restino zone calve evidenti. Un altro vantaggio della tecnica FUE è che non lascia cicatrici visibili nella zona donatrice, ma solo piccoli puntini che dopo qualche giorno spariranno.

Conclusioni


Come abbiamo letto, la zona donatrice gioca un ruolo fondamentale per la riuscita del trapianto di capelli. Infatti, solo quando presenta la giusta densità di capelli si potranno estrarre le unità follicolari necessarie. La zona donatrice, in genere, può essere la nuca o le aree laterali del capo. Queste, infatti, sono meno colpite dalla calvizie.

In alternativa, possono essere usati anche peli di altre parti del corpo, ma questa non è una soluzione molto efficace. Infine, i capelli prelevati dalla zona donatrice non cresceranno più, poiché viene prelevata l’intera unità follicolare. In tal senso, è necessario che le unità siano prelevate uniformemente, in modo che non si noti la loro assenza nella zona donatrice. 

Ancora nessun commento!

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.