La caduta stagionale dei capelli è un fenomeno abbastanza comune che colpisce uomini e donne e non è un caso che tale perdita si concentri soprattutto nel periodo autunnale. In natura, infatti, l'autunno coincide con l'irrigidimento delle condizioni climatiche, a cui tutti gli esseri viventi rispondono con varie forme di adattamento: gli alberi lasciano cadere le foglie; gli animali cambiano il pelo; gli uomini perdono i capelli. Ma perché i capelli cadono in autunno? C'è un modo per contrastare questo fenomeno? E come si può distinguere una perdita capillare fisiologica da una patologica?

perché i capelli cadono in inverno colori

L’attività ciclica dei capelli

Innanzitutto bisogna premettere un’importante caratteristica dei nostri capelli: in qualsiasi caso essi cadono in maniera periodica. Che ciò avvenga è insito nella nostra natura e non deve destare di per sé preoccupazione.

I follicoli piliferi presenti sul nostro cuoio capelluto sono caratterizzati da un’attività ciclica, in cui periodi di attività si alternano a periodi di riposo. Un capello cade quando il suo follicolo ne ha già iniziato a produrre un altro che possa sostituirlo.

I bulbi capillari non regolano la loro attività in maniera sincrona, ma sono indipendenti l’uno dall’altro. Il loro ricambio è spalmato su un periodo che va mediamente dai tre ai sette anni, con una perdita media di capelli che si attesta sulle 80 unità giornaliere. In autunno, questo numero è destinato a raddoppiare.

La caduta autunnale non è sempre uguale, ma dipende da numerosi fattori. Ad esempio, prendere molto sole nel periodo estivo può indebolire i capelli e provocarne la caduta nei mesi successivi.

Il nostro corpo è fortemente influenzato da variazioni di luce e di temperatura, che incidono direttamente sulla produzione di melatonina e prolattina, due ormoni coinvolti nella regolazione delle fasi di crescita e di caduta dei capelli.

Fortunatamente, a prescindere dalla sua gravità, la caduta stagionale di capelli è un fenomeno a durata limitata. Dura solitamente dai due ai tre mesi e si risolve spontaneamente, senza la necessità di ricorrere a particolari tipi di trattamento. Tuttavia, alcuni fattori come lo stress e uno stile di vita non propriamente sano potrebbero interferire con il decorso fisiologico del fenomeno, alterandolo e aggravandolo.

La caduta dei capelli in autunno: tutte le cause

Non esiste un’unica causa che possa spiegare il perché in autunno tendiamo a perdere più capelli rispetto al resto dell’anno. Ciò nonostante, negli ultimi anni sono state fornite diverse risposte che messe insieme ci forniscono una spiegazione esaustiva del problema:

Retaggio evolutivo: secondo alcuni studiosi, il ricambio dei capelli è un fenomeno di natura ereditaria che possediamo in quanto mammiferi. Così come gli animali cambiano pelo in risposta ai cambiamenti climatici dovuti all’avvicendarsi delle stagioni, anche noi esseri umani faremmo qualcosa di simile, sostituendo capelli vecchi con capelli nuovi.

Variazione di luce: secondo un’altra teoria, le variazioni di temperatura e di luce dovute al susseguirsi delle stagioni inciderebbero direttamente sul nostro equilibrio ormonale, in particolar modo sui livelli di melatonina e prolattina, due ormoni direttamente coinvolti nel ciclo di vita dei bulbi piliferi.

Clima estivo e clima invernale: pare che una prolungata esposizione ai raggi del sole in estate possa indebolire i capelli, provocando un acceleramento del loro ciclo vitale. Una volta danneggiati, questi impiegherebbero alcuni mesi prima di cadere. Ecco perché gli effetti non sarebbero visibili prima dell’autunno.

Fattori esterni: la salute dei capelli passa attraverso numerosi fattori esterni. L’autunno è il periodo in cui si torna ai propri ritmi di vita standard, dettati da frenesia, lavoro e stress. Potrebbe quindi esserci la possibilità che esista una correlazione tra la caduta dei capelli autunnale e il ritorno a uno stile di vita iperattivo, tipico delle grandi città.

Soluzioni naturali per combattere la perdita di capelli autunnale

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Conoscere le cause del fenomeno e sapere che si tratta di un processo transitorio e del tutto naturale potrebbe non essere sufficiente per placare quel fastidioso senso di malessere che si accompagna alla perdita di capelli. Non esiste un metodo per impedire completamente la caduta autunnale, ma, per fortuna, è possibile ricorrere ad alcune soluzioni naturali per limitare i danni.

Innanzitutto è importante adottare uno stile di vita sano. Svolgere una moderata attività fisica favorisce una migliore circolazione sanguigna. A beneficiarne è anche il cuoio capelluto: un maggior afflusso di sangue in questa zona si traduce in più ossigeno, e quindi più nutrimento per i follicoli piliferi.

Lo sport, inoltre, è in grado di abbassare drasticamente i livelli di ansia e di stress, che, come è noto, sono responsabili dell’indebolimento delle radici dei capelli.

Anche un’alimentazione sana ed equilibrata incide significativamente sulla salute dei nostri capelli, limitandone la perdita. I cibi che contengono vitamina C sono in grado di favorire la rigenerazione cellulare, mentre quelli ricchi di vitamina E e A riescono a fronteggiare l’atrofizzarsi dei follicoli.

Inoltre, l’assunzione di biotina contenuta nei cereali, nel lievito di birra e nel tuorlo d’uovo, fornisce una grande quantità di zolfo ai bulbi, un elemento essenziale per la vita delle cellule pilifere.

Ovviamente, uno stile di vita salutare prevede di limitare il consumo di alcol e, possibilmente, di eliminare il fumo. Entrambi indeboliscono alla radice i capelli, accelerandone la caduta.

Caduta stagionale e caduta patologica

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Nei casi più severi di ricambio stagionale capita che si possano perdere ben più di 100 capelli al giorno. Svegliarsi al mattino con un’intricata matassa di peli sul cuscino può essere un’esperienza angosciante. Ciò che spaventa è soprattutto l’idea che possa trattarsi di un principio di calvizie. In effetti, in alcuni casi una caduta fisiologica potrebbe nascondere i tratti di una condizione più grave. Come capire, dunque, se si è affetti da una caduta di capelli patologica?

Ecco alcuni campanelli d’allarme:

  • Prurito alla testa;
  • Dolore al cuoio capelluto;
  • Caduta di capelli si protrae per più di due/tre mesi;
  • Principio di diradamento.

Se si riscontrano uno o più di questi segnali, potrebbe essere una buona idea sottoporsi a un’analisi tricologica per capire la natura del problema. Al tricologo spetta poi il compito di servirsi dei dati raccolti per stabilire le cause ed elaborare i giusti rimedi.

Soluzioni per la caduta patologica dei capelli

Anche se la perdita di capelli dovesse rivelarsi di natura patologica, è importante mantenere la calma. Oggi esistono numerosi rimedi per riottenere una chioma folta e sana.

Il trapianto con tecnica FUE Zaffiro si basa sull’innesto delle singole unità follicolari dalla zona donatrice alla zona ricevente. Un metodo poco invasivo e capace di restituire un risultato armonioso, in maniera graduale e naturale.

PRP è un acronimo che sta per plasma ricco di piastrine. Si tratta di una cura tramite la quale il sangue trattato del paziente viene iniettato in una zona danneggiata, di cui si vuole favorire la guarigione. Il PRP è una sostanza ricca di proteine che consente al sangue di coagularsi, stimolando la ricrescita e la rigenerazione delle cellule capillari.

Il trattamento PRP è una delle soluzioni più innovative contro la caduta dei capelli. Oltre a stimolare e favorire la ricrescita dei bulbi piliferi, ne arresta anche la caduta ed è per questo molto utilizzata a scopo preventivo.