La calvizie non riguarda solo gli uomini di mezza età, come molti pensano, ma anche i giovani. Perdere i capelli a 18 anni non è così raro, ma fortunatamente si può intervenire fin da subito.

perdo i capelli a 18 anni

Calvizie giovanile: come identificarla

Negli anni ’50, la scala di Hamilton fu creata per riconoscere i 7 stadi principali della calvizie maschile. Questi stadi sono i seguenti:

  1. Leggero arretramento della zona della fronte con un lievissimo accenno di stempiatura.
  2. All’arretramento della linea frontale si unisce una marcata diminuzione dei peli nelle stempiature
  3. Retrocessione più calcata della calvizie sulle tempie, con rilevante assottigliamento dei capelli in queste aree.
  4. Linea frontale indiscutibilmente arretrata, stempiature profonde e capelli estremamente fini.
  5. Aggravamento del punto 4, con la zona centrale con capelli, però sempre più scemati.
  6. Svuotamento di tutta la superficie superiore del cranio, con capelli del tutto miniaturizzati
  7. Calvizie completa, capelli solo su nuca e intorno alle orecchie.
perdo i capelli a 18 anni scala

Perché la calvizie colpisce (anche) i giovani?

I fattori sono vari. Nella maggior parte dei casi, si tratta di alopecia androgenetica, di origine genetica ed ereditaria, ma non solo. Fattori come traumi, stress, tensione e ansia possono contribuire a situazioni di alopecia da stress.
Se vi identificate in uno degli stadi della scala di Hamilton, non preoccupatevi: esistono soluzioni (indolori ed efficaci).

Calvizie nei giovani: quando intervenire e come

Molti ragazzi che iniziano a perdere i capelli a 18 anni, o a 20, pensano di non poterci far niente. In realtà, non è così. Infatti, ai problemi estetici si possono sommare anche delle notevoli conseguenze psicologiche, soprattutto in età così delicate, rendendo difficile un sano sviluppo sociale e personale. Si puó quindi fare qualcosa e cercare di combattere la calvizie, per esempio sottoponendosi a un trattamento per ravvivare la crescita di capelli, come il trattamento PRP, che é autologo e quindi utilizza il sangue del paziente allo scopo di stimolare la crescita dei capelli.

Quando l´utilizzo di rimedi naturali o di trattamenti poco invasivi, come puó essere per esempio il PRP, ci si puó rivolgere a un esperto di trapianti di capelli per sapere se é ancora possibile risolvere il problema della calvizie.

A che età ci si può sottoporre ad un trapianto di capelli?

Anche chi si trova solo al primo stadio della scala di Hamilton può sottoporsi ad un trapianto FUE di capelli, per ritardare o risolvere definitivamente il problema. Infatti, non è necessario aspettare il termine del processo di perdita, ma si può intervenire molto prima, già a 18 anni.

Ció che i nostri esperti raccomandano, é di aspettare che i lineamenti si siano definiti prima di procedere con un trapianto.

I costi sono gli stessi: se la zona affetta diventa troppo ampia, saranno necessarie più sedute, solo non distribuite nel tempo. Spesso, l’autotrapianto è la soluzione ottimale, visto che riduce molto il rischio di rigetto e di non attaccamento dei nuovi capelli.

Inoltre, si tratta della unica soluzione definitiva per risolvere questo problema, visto che non è quasi mai possibile riattivare i bulbi piliferi.

Conclusioni

Nonostante sia opinione diffusa che il trapianto FUE di capelli sia possibile solo in caso di calvizie gravi e per pazienti con almeno 40 anni, si tratta di una idea infondata.

Anche un giovane uomo, che inizia a perdere i capelli a 18 anni, potrà trovare un’ottima soluzione in questo intervento, indolore ed efficace, oltre che molto utile per sentirsi sicuro di sé.

Non importa la causa della calvizie, sempre si può intervenire, a 18 come a 80 anni.