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Donna maggiore Andrea

Estrogeni e caduta dei capelli

La caduta dei capelli ha, tra le sue cause principali, la componente ormonale: la letteratura in materia è vasta e approfondita e la ricerca sul campo continua a studiare le relazioni fra l’attività degli ormoni e la calvizie. E’ utile in tal senso approfondire il ruolo che i cosiddetti ormoni femminili, gli estrogeni, rivestono all’interno del ciclo vitale dei capelli, per comprendere gli effetti che questi generano sulla loro caduta e analizzarne l’impiego in ambito farmacologico.

Il ruolo degli estrogeni nel ciclo vitale del capello

E’ universalmente noto che siano gli ormoni androgeni a incidere sulla comparsa della calvizie, mentre l’attività degli estrogeni tende a reprimerne la manifestazione: basti pensare alla documentata riduzione della caduta dei capelli nelle donne in gravidanza, dovuta senza dubbio alla ricca produzione di ormoni femminili in questa particolare fase della vita. Più nel dettaglio sono tre gli estrogeni implicati in maniera importante nel ciclo vitale del capello: l’estrone, l’estradiolo e l’estriolo. I primi due in particolare sono reciprocamente connessi nelle fasi di crescita e caduta: nella fase Telogen infatti i follicoli trasformano l’estradiolo in estrone che attiva a sua volta i processi di moltiplicazione cellulare a livello del bulbo pilifero, favorendo l’avvio di una nuova fase Anagen e prolungandone la durata.

Estrogeni e trattamento farmacologico della calvizie

La terapia farmacologica a base di estrogeni è da tempo utilizzata, soprattutto nei casi di calvizie femminile; sono le donne infatti a produrre naturalmente questi ormoni, ma proprio perché i livelli di estrogeni mutano sensibilmente durante le varie fasi della loro vita, si è da subito tentata la via del trattamento medico per contrastare la caduta dei capelli. Le prime forme di cura però avevano evidenziato, anche a bassi dosaggi, numerose controindicazioni; a queste si è in parte sopperito grazie a un derivato dell’estrone, noto come estrone solfato, che rappresenta l’ideale trattamento topico per i problemi di natura tricologica. Questo ormone infatti risulta biologicamente inattivo, perché agisce esclusivamente in quei tessuti all’interno dei quali viene riconvertito in estrone ed è dunque ben assorbito dall’organismo. Resta tuttavia necessario valutare un trattamento a base di estrogeni solo dopo aver consultato uno specialista.

Integratori per capelli ed estrogeni

Sono disponibili in commercio numerosi integratori per capelli, che contengono tra le altre cose i cosiddetti “fitoestrogeni”, sostanze naturali (perlopiù vegetali) in grado di simulare l’attività degli ormoni, consigliati soprattutto per la calvizie femminile. E’ evidente che, prima di assumere integratori, sia fondamentale indagare sulle cause di un problema legato alla perdita di capelli. Lo squilibrio dell’attività ormonale è senza dubbio uno dei motivi principali, ma molti altri fattori – tra cui stress, disturbi fisici ed emotivi, cattiva alimentazione – intervengono in modo spesso determinante. E’ dunque possibile che modificare il proprio stile di vita e porre attenzione su una dieta sana ed equilibrata siano accorgimenti sufficienti a lenire il problema. L’utilizzo di integratori può dunque essere una valida arma a disposizione solo se ben valutato all’interno di un quadro clinico definito attraverso il consulto di un medico.

Il ruolo degli estrogeni nel mantenimento e nella perdita dei capelli è dunque rilevante: l’attività di questi ormoni è essenziale così come quella degli androgeni nel regolare il ciclo vitale del capello. Le terapie a base di estrogeni – ma anche la semplice assunzione di integratori che ne ricalcano la funzione – sono una strada percorribile senza particolari rischi ma che deve essere indicata da specialisti qualificati.

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