il Dr. Balwi esamina la testa di un paziente per capire quale sia il miglior trattamento per l'alopecia

Trattamento alopecia: le tecniche chirurgiche

L’alopecia è una patologia che colpisce uomini e donne, causando la perdita dei capelli a chiazze. Questo problema, però, può essere risolto grazie a un trattamento per l’alopecia.

Ci sono molte tecniche, ma non tutte sono efficaci e donano i risultati sperati. Quali sono i trattamenti migliori e quali non funzionano più? In questo articolo proveremo a dare le risposte!

Cos’è l’alopecia?


Prima di parlare del trattamento per l’alopecia, bisogna dire che questo termine deriva dal greco alópex, cioè volpe, un animale che in primavera tende a perdere il pelo a chiazze.

Si tratta della progressiva miniaturizzazione del bulbo pilifero che, dopo essersi atrofizzato, muore e non produce più capelli. Le alopecie si dividono in cicatriziali e non cicatriziali e possono essere, inoltre, di tipo ereditario o acquisito. 

Tra le forme più comuni di alopecia non cicatriziale abbiamo:

Le forme più comuni di alopecia cicatriziale invece sono:

  • lupus;
  • pseudoarea di Brocq;
  • lichen planopilare.

foto di un uomo che ha bisogno di un trattamento contro l'alopecia

Trattamento chirurgico dell’alopecia


Il problema dell’alopecia, in base alle sue caratteristiche e alla sua entità, può essere risolto con la chirurgia.

Le tecniche per il trattamento dell’alopecia sono molte: alcune non si usano più, mentre altre sono sempre più apprezzate.  

La riduzione dell’area calva


Questo trattamento per l’alopecia, chiamato anche scalp reduction, è una tecnica di detonsurazione che riduce la superficie di un’area calva tramite la chirurgia. Si tratta di un tipo di intervento che ha molte varianti e la cui efficacia è aumentata nel tempo.

Per un lungo periodo, sono stati usati gli espansori cutanei, come dei piccoli palloncini da innestare sotto il cuoio capelluto qualche mese prima dell’operazione. Questi espansori, una volta riempiti di una soluzione fisiologica, aumentavano il volume della cute. Questa era in seguito usata per coprire la parte calva rimossa.

Oggi, si preferisce l’uso di estensori sottocutanei che, una volta agganciati ai lembi delle zone ancora provviste di capelli, tirano queste ultime fino a coprire la parte calva. Questa tecnica, se abbianata anche a un trapianto di capelli, può aiutare anche i pazienti che sono affetti da una calvizie molto ampia.  

La rotazione e trasposizione dei lembi


La tecnica di rotazione e trasposizione dei lembi di cuoio capelluto, è nota anche come tecnica di Juri, dal nome del medico che la mise a punto più di quarant’anni fa.

Questo trattamento contro l’alopecia, consiste nello spostamento di una striscia di cute ricca di capelli al posto di una calva. Il nome di questa tecnica deriva dal fatto che questo lembo di pelle non viene rimosso e poi ricucito, bensì ruotato verso la parte priva di capelli.

Questo trattamento per l’alopecia dona un buon livello di densità di capelli, ma presenta anche dei rischi. Infatti, questo trattamento deve essere effettuato in anestesia totale e può avere anche delle conseguenze gravi come la necrosi del lembo di pelle ruotato. Inoltre, i risultati sono poco soddisfacenti dal punto di vista estetico.  

Trattamento dell’alopecia con capelli e bulbi artificiali


Esistono dei metodi per il trattamento dell’alopecia che usano degli elementi artificiali. Uno di questi, è la tecnica Yamada, un metodo che constiste nel fissare i capelli artificiali all’interno del cuoio capelluto tramite una specie di cappio.

Anche se si ottiene un risultato finale accettabile dal punto di vista estetico, questo trattamento per l’alopecia non è uno dei più apprezzati. Il motivo è dovuto al grande numero di capelli artificiali che cadono. Questo comporta, di conseguenza, la necessità di sottoporsi a delle altre sedute di rinfoltimento.

In alternativa, si può scegliere anche di impiantare dei capelli veri in dei bulbi artificiali innestati in precedenza. L’effetto è più evidente di quello che si ottiene con la tecnica Yamada, ma il deterioramento dei capelli naturali è ancora più veloce. Questo trattamento per l’alopecia, in realtà, non presenta nessun vantaggio.

Il trapianto di capelli: il miglior trattamento contro l’alopecia


Il trapianto di capelli è oggi la soluzione più diffusa e apprezzata. Questo trattamento contro l’alopecia consiste nell’innesto di bulbi piliferi nelle zone calve della testa. Per questo intervento si usano i capelli prelevati dalla nuca del paziente stesso.

In origine, questa tecnica era chiamata anche “trapianto a isole”, poiché si selezionavano delle piccole zone di cuoio capelluto che venivano in seguito impiantate nelle zone prive di capelli.

I rischi legati all’uso del bisturi che poteva recidere le radici, il basso numero di capelli innestati per seduta e un effetto estetico poco naturale, hanno richiesto un continuo perfezionamento della tecnica durante il tempo.

Oggi, questo trattamento per l’alopecia, grazie a degli strumenti sempre più precisi e a delle modalità meno invasive, dona degli ottimi risultati da tutti i punti di vista. Inoltre, la fase di convalescenza è molto breve e poco complicata.

È, però, necessario valutare questo tipo di intervento solo in presenza di una calvizie stabile e di una buona quantità di capelli nelle aree donatrici. Oggi, i metodi di autotrapianto di capelli più usati sono la tecnica FUE e la DHI.

il trapianto di capelli dhi prevede l'innesto diretto delle unità follicolari

Conclusioni


Come abbiamo letto, esistono diverse tecniche chirurgiche per il trattamento dell’alopecia, una patologia che causa la perdita di capelli a chiazze. Le prime tecniche usate, come quella di Juri o di Yamada, consentivano dei rapidi risultati rapidi, ma presentavano anche numerosi svantaggi, soprattutto dal punto di vista estetico. 

Al contrario, la tecnica di riduzione dell’area calva è ancora usata, soprattutto in presenza di una calvizie grave e in combinazione con un trapianto di capelli. Quest’ultimo trattamento per l’alopecia, è quello che oggi viene più usato e apprezzato, in quanto i risultati che dona sono molto naturali. 

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